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Autoritratti

Per Silvio Bicchi i ritratti sono stati anche sopravvivenza. Durante l'ultimo conflitto mondiale nel Campo di Fayed, dove fu internato, realizzò più di 300 ritratti. Come molti artisti amava ritrarre anche se stesso e lo fece sperimentando diversi stili. I suoi primi autoritratti sono ispirati alla corrente Macchiaiola ereditata dal padre e dallo zio. Lo si può osservare principalmente nell'opera 'Effetto Luce' realizzata a Fayed nel '43. Successivamente si sposta verso uno stile più personale ma nell'espressione continua a mantenere la severità dei ritratti paterni. Solo nell'opera dai toni caldi del 1966 mostra una anima più sorridente. Si trasferisce in Italia con la famiglia nel 1962 e davanti ha un futuro tutto da creare. L'autoritratto del 1978, con il pennello tra le mani, lo mostra nella sua professione di artista ed è forse l'opera che lo identifica di più. Lo scelse l'Enciclopedia Artisti Contemporanei D'Arte per raffigurarlo pubblicandolo in prima di copertina. Negl'ultimi autoritratti si rappresenta in forma più vacanziera o davanti alle sue Piramidi.

marzo 21, 2016

  • Autoritratto 1938 - Pastello 30X45 (521)
  • Autoritratto 'Effetto Luce' 1943 - Olio su tavola 32x40 (523)
  • Autoritratto 1959 - China su carta 25X35 (531)
  • Autoritratto in Cairo 1960 - Pastello 40X50 (519)
  • Autoritratto 1963 - Olio su ceramica 16X16 (504)
  • Autoritratto 1966 - Olio su faesite 40X60 (558)
  • Autoritratto 1978 - Olio su tela 40X60 (520)
  • Autoritratto con cappello 1977 - Olio su tela 30X40 (528)
  • Autoritratto 1983 - Olio su tela 35X50 (522)
  • Autoritratto alle Piramidi 1987 - Olio su tela 40X50 (524)
  • Autoritratto 'Effetto Luce' 1990 - Pastello 50x36 (506)
  • Autoritratto - 2002 Olio su tela 40X50 (444)
  • Autoritratto a Rimini 2009 - Olio su tela 30X40 (527)
  • Scultura - Creta

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