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Hanno detto di lui

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Dott.ssa Diana CARDACI  (Ufficio Stampa “PromArte”)

Roma, giugno 2017

“La pittura di Silvio Bicchi è gioiosa e pregna di vita. La sua vastissima produzione artistica, memore della grande opera paterna, porta avanti la tradizione di una pittura di impressione composta di macchie cromatiche, di un modo di approcciarsi all’arte come strumento in grado di restituire la verità fugace e allo stesso tempo profonda di tutto ciò che esiste. Davanti agli occhi si staglia una realtà fertile e brulicante di passioni, di odori, suoni; una realtà luminosa che nel suo splendore fa tornare in mente la briosa vitalità di Renoir. Emerge a meravigliosa immanenza degli attimi colti e fermati in tela dall’artista riminese, tanto da riuscire a percepire il profumo intenso delle spezie, il vociare dei mercatini, la terra polverosa, come ad esempio nei lavori egiziani. Silvio Bicchi afferra gli istanti come un bambino corre su un prato per catturare farfalle, e il tempo sembra rallentare il suo perpetuo battito d’ali, farsi docile di fronte all’artista e si fa catturare. Gli attimi si dilatano nello spazio e si fanno ritrarre, per poi fuggire via, nell’instancabile rotolare di secondi e minuti e poi ore, ere.”

 

Sergio ZAVOLI (giornalista, scrittore e politico)

Roma, dicembre 1994

“Silvio Bicchi: me ne parlavano Fellini e i pittori di Rimini con un assenso di quelli che nascono dalla persuasione di aver visto bene, e che quindi che non sarà mai ritrattato.

Di tanto in tanto mi passava davanti agli occhi un suo disegno, o un dipinto, e mi auguravo di potere, un giorno, metterlo alle pareti di casa. Anzi, del casale: perché dove vivo è tutta campagna e i buoi o i cavalli e comunque le scene agresti di Bicchi – ma non soltanto quelle, mi dicevo – si sarebbero perfettamente ambientati dentro e fuori i miei muri.

L’ho conosciuto tardi, e me ne rammarico. Non è semplicemente un erede tra i più genuini e reputati dei “macchiaioli”: è anche una persona di sicura finezza intellettuale, dai modi coltivati lungo una vita avventurosa, sì, ma sempre orientata sui valori che lasciano traccia. E’ stato ed è “maestro” anche nel senso letterale della parola, capace di portare nell’insegnamento tesori di partecipazione umana e civile oltre che, in senso stretto, didattici.

Un magistero disincantato e libero, rigoroso e tollerante, tradizionale e moderno, provinciale e cosmopolita, accademico e sperimentale, di segno netto o, appunto, “macchiaiolo”. Troppe cose in una? Molte, non troppe; e nessuna fuori luogo, e tutte necessarie. Sempre con l’estro, e la misura, di viaggiatore che sa dove volgere i passi. Come negli artisti autentici, anche in Bicchi traspaiono i suoi percorsi culturali e artistici: dalla frequentazione dei letterati a quella degli scrittori, dei musicisti e, naturalmente, dei pittori…

Questa attitudine tra socratica e borghigiana a tener cerchio, per dir così, non ripudiando e neppure privilegiando la cattedra, è un tratto vivo e vitale del suo essere artista; così, non dividendosi mai dall’uomo, Bicchi si garantisce nella sua arte e nella sua umanità.

Ora, dopo tanti anni, saresti incline a credere che egli stia per staccare dalla sua vita un frutto maturo; pari al talento, alla probità e alla costanza che gli ha dedicato. E sempre giusto, altresì, che se ne compiaccia. Sennonché Bicchi ha questo di sorprendente: il sentirsi ancora al servizio di una grazia oggi più avveduta e sicura, ma pur sempre delle origini, e della vocazione, che se l’ha portata sin qui dev’essere al tempo stesso cauta e intrepida, ingenua e sapiente, carezzevole e dura. Non si è Bicchi, insomma, se non si è tutte queste cose insieme.”

 

AugustoGIORDANO (Giornalista RAI-TV – GR2)

 “La poesia non si legge solo sui libri, ma si legge anche nelle tele di Bicchi, un poeta della pittura che riesce a far penetrare nei quadri sia il critico che il semplice osservatore e ciò perché ha l’anima del creatore del bello” 

 

askART
WebSite

“Silvio Bicchi’s career as an artist began in Egypt where he resided with his family from 1929 until 1962.  During his career he tested various techniques on the basis of its interests. He inherited the business from his father Ottorino Bicchi and uncle Silvio Bicchi both  students of Giovanni Fattori, a member of the Macchiaioli movement.  They both became professors at the Academy of Fine Arts in Florence and were considered Post-Macchiaioli in their artistic expression. Silvio Bicchi was born in Rimini in 1920, the city where his father moved to from Florence and where he married Armida Carradori.  In 1929 his father Ottorino Bicchi founded the Bicchi Academy in Alexandria, Egypt.  Silvio at  …”

 

Tonino GIUDICI – Arte e Cultura

“ Silvio Bicchi è un ottimo disegnatore, ritrattista di pregio e paesista estroso. Le sue visioni si distinguono per il calore luminoso intenso e particolare, ispirato ad un impressionismo che ci ricorda la pittura dei macchiaioli toscani.”

 

 Antonio OBERTI  – Italian Art in the world

“… in Silvio Bicchi il ritmo delle pennellate e delle spatolate si attua nello spazio e nelle dimensioni spaziali seguendo una struttura musicale timbrica,l’artista cerca in sé le ragioni del suo operare,il modo di concretizzare le sue idee in un lavoro quotidiano,fresco e spontaneo,permeato di sottile poesia.Bicchi nelle sue opere riesce ad essere sempre originale ed inconfondibile.I colori,interpretativi e didascalici o ancora ,fantasiosi e ricchi di emotività poetica,riescono ad essere sempre intuitivi,non razionali,ma essenza dell’arte.”

 

Vanna ARMENI – Moda Flash

“…Valide sia dal punto di vista tecnico che estetico,le opere di Silvio Bicchi non rappresentano solo uno sfogo per l’artista,anche se la funzione catartica è sempre presente,ma sono espressioni di universalità,la sua pittura è ricca di contenuto e di significato che invita a considerare i valori positivi dell’esistenza.”

 

Arnaldo BRACCI  “AIDE I pittori Italiani in Egitto 1920 – 1960  – Read more

“ Eclettico in varie arti è considerato un ottimo pittore , ma anche bravo scultore, fine disegnatore ed ottimo ritrattista. Gli inizi sono molto legati all’oriente e alle sue suggestioni. Il calore luminoso dei suoi paesaggi risente del mélange del triangolo delle sue origini (Toscana, Rimini ed il suo Egitto)…. Lascia sempre la sensazione del movimento, anche in una piazza deserta ….. Sensazione che si esalta quando fa galoppare i suoi cavalli arabi.

 

A.C. GERONIMO Le Phare Egyptien 1945

“… Silvio Bicchi ,figlio del grande Ottorino è in procinto di classificarsi tra i nostri paesaggisti più qualificati ed autorevoli.Il suo lavoro rivela una cura estrema:cura di verità nell’immagine e nei colori,cura nell’osservanza dell’atmosfera esatta.”

 

Aldo FETONTE La Patrie -1945

“… Silvio Bicchi ha talento,sensibilità e lirismo.Egli crea ciò che gli suggerisce la sua fertile immaginazione e se talvolta appare febbrile e focoso,ci si accorge che l’opera è maturata prima nella sua anima e ne esce solamente dopo un lungo travaglio interiore al fine di rendere meglio l’emozione che l’alberga e che noi proviamo nel contemplarla.”

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